IMPARA A PENSARE MEGLIO!!! CON LE MAPPE MENTALI USI TUTTI E DUE GLI EMISFERI E RENDI 100 VOLTE DI PIÙ!!

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Da una ricerca condotta su un campione di oltre 100.000 persone provenienti da paesi differenti, risulta che le problematiche delle
persone sono sempre le stesse:

c’è chi ha difficoltà a organizzarsi,
chi fa fatica ad utilizzare la propria creatività,
chi ha problemi a parlare in pubblico,
chi fatica a prendere decisioni,
chi trova ostico memorizzare nomi e concetti
chi non riesce a smettere di pensare ad una certa cosa

Senza entrare nei dettagli (se l’argomento ti interessa leggi “Mappe Mentali” di Tony Buzan), una domanda sorge spontanea:

“se abbiamo circa 100 miliardi di neuroni, con un potenziale di connessioni praticamente infinito, come mai andiamo tutti incontro agli stessi problemi?”

La risposta è piuttosto semplice; hai in mano il computer più potente del mondo, ma nessuno ti ha consegnato il manuale d’istruzioni!

Da quando il premio Nobel Roger Sperry ha pubblicato le sue ricerche sappiamo che l’emisfero destro e quello sinistro sono dominanti nello svolgere funzionalità specifiche:

L’emisfero sinistro sovrintende a tutto ciò che è legato al pensiero logico, verbale e analitico (in sostanza parole, numeri, logica, sequenze, liste etc.)

Il destro invece si occupa della visione d’insieme, della percezione, dell’intuizione e della creatività (in pratica dell’immaginazione, del ritmo, della consapevolezza degli spazi, dei colori, della capacità di sognare ad occhi aperti.

Le “regole base” delle “MAPPE MENTALI” sono piuttosto semplici e hai bisogno soltanto di:

* Foglio bianco (niente righe), più è grande meglio è (anche se all’inizio va bene anche il classico A4)

* Pennarelli o matite colorate (alla peggio va bene anche una penna multicolore)

Scegli un argomento, può essere qualcosa che ti sta particolarmente a cuore ma anche qualcosa di futile, l’importante è che inizi a
mappare!

La ragione per cui le Mappe Mentali funzionano così bene è che parlano tutte le lingue del cervello e ti aiutano ad usare entrambi
gli emisferi insieme, e NON solo quello per cui sei più predisposto!

La sequenza da seguire è questa:

1. Prendi un foglio bianco e mettilo in orizzontale (in verticale da un senso di chiusura e limita la parte creativa)
2. Inizia dal centro disegnando un’immagine che rappresenta l’argomento principale, se ti aiuta scrivi la parola chiave legata al
tema. Cerca di usare almeno 3 colori, stimolano la creatività e aumentano l’impatto di ogni elemento
3. Inserisci i rami principali sfruttando le prime associazioni che ti vengono in mente. Usa linee curve e colorate (meno noiose di
quelle dritte e monocolore)
4. La lunghezza della linea deve coincidere con quella della parola o dell’immagine di riferimento
5. Limitati a scrivere una parola chiave per linea e fai in modo che sia facilmente leggibile (preferibilmente in stampatello)
6. Lo spessore delle linee e la dimensione delle parole diminuisce con l’allontanarsi dal centro
7. Sviluppa le B.O.I. (Basic Ordering Ideas, in sostanza i concetti chiave, i rami attaccati all’immagine centrale) con le nuove associazioni
8. Usa immagini e icone, catturano l’attenzione e stimolano la creatività
9. Crea codici e simboli particolari in modo da personalizzare il più
possibile la mappa.

CAMBIERÀ IN MEGLIO OGNI COSA CHE PASSA PER IL CERVELLO!

CREDERE PER PROVARE!!!

[ I miei allievi “ballerini” sono tutti “pezz’ ‘e core”?]

lacrima

Tratto dal libro di Paolo Galli:
“Maestri, ballerini e Genitori – Come Vincere nella Danza Sportiva e nella Vita”
Prefazione di Nino Langella

Non faccio il maestro di danza, non faccio il preparatore atletico faccio il “Mental Coach” e nella Danza, in particolar modo, mi trovo a lavorare con centinaia di ragazzi tutti completamente uguali, sotto certi aspetti, e tutti totalmente diversi, sotto altri aspetti.

Lavoro con il cuore e, tutti i giorni, mi incontro con il loro, di cuore. Per questo il mio, è un lavoro che non può prescindere dal sentimento, dalle passioni, dai dolori, dalle sofferenze, dalle gioie e dalla felicità… insomma: dalle emozioni.
Per esempio, mi è capitato di alcuni ragazzini orfani di padre che affettivamente mi anno sostituito idealmente al loro di genitore… anche se io non faccio nulla né per fare il padre, l’amico e tantomeno il confidente a pagamento. Capita.

A loro… lo spiego che sono un professionista che li aiuta a raggiungere i loro obiettivi aiutandoli ad eliminare, per quanto possibile ogni interferenza, anche quando a volte l’interferenza è proprio il non avere un padre che esulta ad una loro gara o li consola quando sono afflitti.

E’ dura non “attaccarsi” a nessuno quando si lavora con i sentimenti! Quindi ho escogitato uno stratagemma: mi attacco a tutti! In ventiquattro anni ho acquisito infiniti strumenti che mi permettono di poterlo fare senza alcuna ripercussione per la mia persona né tantomeno per loro.

Faccio il Coach con cui possono piangere, urlare, sfogarsi. Non li giudico mai. Non do consigli, loro lo sanno; dico: Io farei così! Tu fai come vuoi! E fanno tutti come farei io ma senza sentirsi oppressi! Tranne quando li spingo a superare ogni loro limite.

Si lamentano invece del ballerino, della ballerina, del padre, della madre, del fidanzato, della fidanzata, del maestro di danza, della maestra di danza, della mamma della ballerina, del professore a scuola, dei compiti a casa, dei treni, dei pulman, dei capelli brutti, dei capelli troppo lunghi, dei capelli troppo corti, della bassa statura, dall’alta statura, del mangiare male, del vestito, dei soldi che sono pochi, delle lezioni non fatte, delle troppe lezioni… beh… il fatto è che hanno sempre ragione! Si… Hanno sempre ragione loro!

Hanno ragione perché, per loro, è una grande interferenza ed io non posso sminuire la loro interferenza. Io non posso mai sminuire un loro problema! Lo devo far diventare, al contrario, enorme, mastodontico, soffocante in modo che il trovare una soluzione, il più presto possibile, sia l’unica possibilità!

Purtroppo non tutti i maestri mi ascoltano e tantomeno molti genitori. Un problema di un ragazzo di 13 anni, triste perché viene trascurato, secondo lui, dal suo maestro, ha la stessa valenza del dramma di un padre che si vede tolto il fido dalla banca; o il problema della madre separata che si vede licenziata dal posto di lavoro. Non ci sono assolutamente differenze.

Non sono i genitori e i maestri a sottostimare i problemi dei ragazzi, ma tutti… a partire dallo stato italiano e a finire dal bidello della scuola che frequentano la mattina..

Non c’è tempo per ascoltarli. E poi loro che cavolo vogliono? Oggi hanno tutto! Troppo! Sono viziati!! Questo sentiamo dire tutti i giorni! Ma chi li ha viziati? Da soli si sono viziati? Quindi sarebbe il caso di “imparare” a comprenderli. E soprattutto insegnare loro la direzione.

Molti anni fa, era la famiglia e la scuola ad occuparsi dell’educazione e dei valori dei ragazzi. Oggi, tutti coloro che entrano in contatto con i giovani devono essere assolutamente capaci di dare il loro contributo. Ognuno nel loro ruolo. Manca formazione in tutti i settori. I genitori, per primi, dovrebbero frequentare corsi formativi prima ancora della nascita del loro figlio e continuare periodicamente. I professori a scuola dovrebbero avere stipendi meritocratici in proporzione alle loro capacità e alla qualità e quantità della loro formazione permanente: più sei bravo (in tutti i sensi) e più soldi porti a casa. Le federazioni sportive dovrebbero dare la licenza di “istruttore” o “maestro” solo a chi abbia frequentato un periodo di formazione a trecentosessanta gradi: pedagogia, comunicazione persuasiva, psicologia comportamentale, leadership, gestione d’impresa, marketing con tanto d’esami e crediti formativi obbligatori a cadenza annuale, come avviene per noi coach, per i medici, per gli psicologi e per i paramedici.

Nella realtà, ci troviamo di fronte a genitori che vogliono fare i maestri… dagli spalti urlano alla figlia che è in pista, mentre gareggia, di sorridere e stare dritta con la schiena. Maestri che preparati tecnicamente, in quanto ex sportivi, non hanno alcuna idea di come reperire clienti con criteri moderni e all’avanguardia, di come pianificare un budget annuale, di come si legge un bilancio, di come si parla in cento modi diversi a cento ragazzi diversi perché ognuno, geneticamente, è diverso da tutti gli altri e necessita modi, parole, atteggiamenti diversi dagli altri.

Ho ancora tantissimi anni da vivere (non ho intenzione di andarmene tanto presto) e fin quando avrò vita mi batterò per cambiare questo stato di cose! E si… perché “Crescere e Migliorare… significa: Cambiare!”